– La luna non è così lontana. Il viaggio più lontano è quello dentro noi stessi –
Sì, viaggiare! …recitava una vecchia canzone. Ma in questo caso, bisognerebbe togliere quel “viaggiare” e usare “cambiare”. Ma non è un po’ la stessa cosa?
Il cambiamento è un viaggio e il viaggio è un cambiamento.
Perché?
Viaggiando si sperimentano nuovi stili di vita, si conoscono persone fuori dal comune, si vede con occhi diversi, si osservano nuove prospettive e ci si guarda intorno un po’ smarriti, come se si nascesse nuovamente ogni giorno. Il viaggio è scoperta, così come lo è il cambiamento. Il viaggio non è andare nel villaggio vacanze extra-lusso, ma esplorare i meandri geografici del meraviglioso pianeta in cui viviamo, cercando di assaporarne i colori, gli odori e i sapori.
Sui banchi di scuola vedo continuamente, negli occhi di ciascun ragazzo, la voglia e il desiderio di aprire le proprie ali e osservare tutto da un’altra prospettiva, ma la paura, in quel momento, diventa insormontabile, pari a una barriera. Diventa quella famosa siepe di cui parla Leopardi ne L’Infinito. Si cerca di guardare oltre, ma si ha il terrore di abbandonare tutte quelle cose che prima erano “normali”.
Ma se erano solo “normali”, perché non si riesce a compiere questo salto?
La risposta non è facile da dare. All’uomo è sempre pesato guardare negli occhi il futuro (anche se desidererebbe tanto prevederlo!) e preferisce ancorarsi al passato, perché lo conosce, perché gli è amico, perché gli vuole bene, anche se lo ha fatto soffrire. E così quei banchi diventano spesso una zavorra e non si riescono a trasformare in palloncini colorati pieni di elio per volare verso l’infinità del cielo.
Vedo continuamente, e troppo spesso, occhi carichi di lacrime che vorrebbero esplodere da un momento all’altro, ma la società impone di non piangere in pubblico perché rende deboli e vulnerabili. Invece no. È complicato, ma va fatto. E un buon docente è qui apposta: per ascoltare, per capire, per sostenere e per incoraggiare.
Tutti gli adolescenti sognano di poter volare nel cielo sentendosi liberi. Allora vi dico: salite su questo aereo che porta dritto verso le stelle, afferrate quella che più vi piace, ma tornate indietro, così da poter raccontare agli altri quanto sia bello staccare i piedi da terra e sentire le nuvole cullare i nostri sentimenti. Dimostrate che è possibile e non dite:
“Non posso”,
“Non riesco”,
“Non ce la faccio”,
perché non è vero. Piuttosto dite:
“Non voglio”,
che è ben diverso.
Una ragazza, una volta, mi disse che le sarebbe tanto piaciuto volare, nel vero senso della parola, e fare la hostess sugli aerei. Mi disse che spesso li guardava decollare dalle vetrate degli aeroporti e il suo sguardo era fisso sulla fusoliera, sulle ali e sul motore che non faceva rumore, ma produceva per lei un suono simile a una melodia. L’aereo si impenna. Decolla. Le ruote non toccano più terra e si libra nell’aria. Lei chiude gli occhi e sorride. Sorride sognando di vedere il sorriso di tutti i passeggeri a bordo. Sorride nel sapere di essere il punto di riferimento di tutte le persone che da poco hanno allacciato la cintura. Sorride nel vedere un bambino tranquillizzarsi solo guardando il suo volto. Sorride semplicemente perché è riuscita a volare attraverso la sua fantasia. Lei, ne sono sicuro, ce la farà a sentirsi libera perché, prima o poi, riuscirà a gettare via le sue paure e a guardare negli occhi il futuro.
Un futuro che a volte può essere difficile, oscuro, faticoso e soprattutto imprevedibile. Ma la voglia di volare è dentro ciascuno di voi. È dentro ciascuno di noi e potrà restare sopita per tanto, forse troppo tempo, ma prima o poi irromperà e quelle ali che ognuno possiede si apriranno come quelle di un angelo, permettendoci di realizzare ogni nostro sogno.
Il cambiamento è qualcosa che nella vita c’è e ci sarà sempre. Non siamo statici. Non siamo oggetti destinati a rimanere lì fino a rompersi. Abbiamo bisogno di sentirci vivi e di viaggiare in mari burrascosi per poter vedere il più bell’arcobaleno di sempre. Buttatevi a capofitto nella tempesta. Non cercate di aggirarla con una strada lunga, tortuosa e tormentata. Buttatevi nell’occhio del ciclone e ne uscirete vincitori.